Attualità
Investimenti sostenibili 4.0, bando 2026: lo sportello apre oggi, ma non vince chi clicca per primo
Oggi alle 10:00 apre lo sportello Invitalia da 447,6 milioni per le PMI del Sud. Chi invia oggi alle 10:01 o alle 16:30 parte alla pari: a fare la differenza sono bilanci, punteggio e carte in ordine.

In breve
- Oggi, martedì 6 ottobre 2026, alle 10:00 apre lo sportello Invitalia di Investimenti sostenibili 4.0: 447.595.808,76 euro per le PMI di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, con il 25% riservato a micro e piccole imprese.
- Non è un click day: le domande inviate nello stesso giorno valgono come arrivate nello stesso istante, a prescindere da ora e minuto.
- Se i fondi di una giornata non bastano per tutti, decide una graduatoria di merito basata su solidità dei bilanci e sostenibilità ambientale (massimo 52 punti).
- Agevolazione nominale fino al 75%: 35% a fondo perduto e 40% di finanziamento a tasso zero in massimo 7 anni. Programmi da 750.000 a 5 milioni di euro.
Stamattina qualcuno ha la mano sul mouse e aspetta le 10:00 come se fosse la vendita dei biglietti di un concerto. Fatica sprecata. Con questo bando chi invia alle 10:01 e chi invia alle 16:30 dello stesso giorno parte alla pari. Quello che conta è un'altra cosa: com'erano i tuoi ultimi due bilanci e se il tuo programma regge numeri e documenti. E quelle cose non si sistemano oggi pomeriggio.
Investimenti sostenibili 4.0: cosa apre oggi
La misura è regolata dal D.M. 18 marzo 2026 e dal decreto direttoriale 5 agosto 2026, gestita dal MIMIT con Invitalia.
La domanda ha due fasi:
- Compilazione, aperta dalle 12:00 del 10 settembre 2026: inserisci dati e allegati, generi il modulo PDF, lo firmi digitalmente e ottieni il codice di predisposizione domanda.
- Presentazione, dalle 10:00 del 6 ottobre 2026: inserisci quel codice e la piattaforma rilascia l'attestazione di avvenuta presentazione. Lo sportello è aperto dalle 10:00 alle 17:00 dei giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì.
Attenzione: la compilazione fatta dal 10 settembre non conta come presentazione. Senza attestazione la domanda non esiste, e quelle inviate per altri canali sono irricevibili. Una sola domanda per impresa.
Non c'è una data di chiusura fissa: lo sportello si chiude con un provvedimento del Direttore generale pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Le domande senza copertura vengono sospese e, se non si liberano risorse, decadono.
Perché non è un click day (e cosa decide davvero)
L'articolo 4 del decreto direttoriale è chiaro: le domande entrano in istruttoria in ordine cronologico giornaliero. Tutte quelle di oggi sono considerate arrivate nello stesso istante. Se i soldi residui non bastano per tutte le domande della giornata, Invitalia stila una graduatoria di merito sommando due soli criteri:
| Criterio | Punti max | Su cosa si basa |
|---|---|---|
| Caratteristiche del soggetto proponente | 32 | 4 indici di bilancio, media degli ultimi 2 esercizi: copertura delle immobilizzazioni, copertura degli oneri finanziari, indipendenza finanziaria, MOL su fatturato |
| Sostenibilità ambientale del programma | 20 | Economia circolare (6), efficienza energetica con risparmio ≥ 5% (6), obiettivi climatici UE (5), certificazioni ambientali (3) |
| Totale per la graduatoria | 52 | A parità di punti passa il programma che costa meno |
Il rating di legalità e la certificazione della parità di genere (+3 punti ciascuno) e la qualità della proposta non contano in graduatoria. Contano dopo, in istruttoria, dove servono almeno 35 punti su 100 e il superamento delle soglie di ogni criterio (12 sul proponente, 14 sulla qualità, 4 sulla sostenibilità economica).
Tradotto: il punteggio che pesa di più l'hai già scritto negli ultimi due bilanci. Se in azienda non sai leggere questi numeri prima che lo faccia Invitalia, il problema non è il bando: è il controllo di gestione.
Per avere un'idea di quanta concorrenza ci sarà: secondo i dati presentati da Invitalia nel webinar del 28 settembre, il bando 2023 (circa 1 miliardo) ha ricevuto 803 domande, 483 ammesse; quello 2025 (circa 600 milioni) 424 domande, 251 ammesse.
Chi può partecipare
Alla data della domanda devi essere una micro, piccola o media impresa, contando anche associate e collegate, e:
- iscritta e attiva al Registro imprese, con i dati aggiornati: se il certificato camerale non torna, la procedura non ti fa completare la domanda;
- in contabilità ordinaria con almeno 2 bilanci approvati e depositati (o 2 dichiarazioni dei redditi per ditte individuali e società di persone);
- non in liquidazione né in procedure concorsuali con finalità liquidatoria, in regola con DURC, normativa edilizia, urbanistica, lavoro, sicurezza e ambiente;
- assicurata contro i rischi catastrofali (art. 1, comma 101, legge 213/2023): è la novità 2026, chi non ha la polizza è escluso;
- senza delocalizzazioni verso l'unità produttiva negli ultimi 2 anni.
Sono ammesse le attività manifatturiere e un elenco chiuso di servizi alle imprese. Per chi fa logistica la notizia è doppia: il codice ATECO 52, magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti, è ammesso, ma i trasporti sono esclusi e i mezzi di trasporto di merci o persone non sono mai spesa ammissibile. Un magazzino automatizzato sì, un camion no.
Spese ammissibili e contributo
Il programma deve stare tra 750.000 e 5.000.000 di euro e non superare il 70% del fatturato dell'ultimo bilancio (per le società di capitali conta il valore della produzione, voce A). Deve ampliare la capacità, diversificare la produzione, cambiare in modo fondamentale il processo o creare una nuova unità produttiva in una delle sette regioni. E le tecnologie 4.0 (IoT, cloud, intelligenza artificiale, advanced manufacturing, cybersecurity e le altre dell'Allegato 1) devono pesare almeno il 50% della spesa.
Ammessi:
- macchinari, impianti e attrezzature nuovi, comprati da fornitori indipendenti (basta una partecipazione dell'1% tra te e il fornitore per escluderli);
- opere murarie fino al 40% dei costi, con computo metrico estimativo;
- software e licenze legati ai beni acquistati;
- certificazioni ambientali, consulenza sulle tecnologie 4.0 (max 5%) e diagnosi energetica (max 3%).
Esclusi: leasing, beni usati, terreni e fabbricati, scorte, formazione, mezzi di trasporto, fatture sotto i 500 euro. Pagamenti solo con bonifico, SEPA o RI.BA.
Esempio di calcolo su un programma da 1,2 milioni
Ipotizza un programma da 1.200.000 euro (linea con sensori IoT, software di monitoraggio, stoccaggio automatico). Con le percentuali del decreto:
| Voce | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Contributo a fondo perduto (35%) | 1.200.000 × 35% | 420.000 € |
| Finanziamento agevolato a tasso zero (40%) | 1.200.000 × 40% | 480.000 € |
| Quota minima a carico dell'impresa (25%) | 1.200.000 × 25% | 300.000 € |
| Rata semestrale del finanziamento (14 rate in 7 anni) | 480.000 ÷ 14 | circa 34.286 € |
| Valore della produzione minimo (limite 70%) | 1.200.000 ÷ 0,70 | circa 1.714.286 € |
| Utile + ammortamenti minimi (capacità di rimborso) | 480.000 ÷ 7 | circa 68.571 € |
| Spesa minima in tecnologie 4.0 (soglia qualità) | 1.200.000 × 50% | 600.000 € |
| MOL medio minimo (soglia sostenibilità economica) | 1.200.000 × 5% | 60.000 € |
Due avvertenze. Le percentuali sono nominali: il fondo perduto viene ridotto se l'equivalente sovvenzione lordo supera l'intensità massima consentita dalle regole europee. E il 25% a tuo carico va coperto con mezzi propri o un finanziamento senza aiuti pubblici. Sulle stesse spese il cumulo con altri aiuti di Stato è vietato; per sommare benefici fiscali come la ZES Unica o l'iperammortamento fai verificare limiti e intensità al tuo commercialista.
Cosa serve per inviare
- SPID, CNS o CIE del legale rappresentante (o di un delegato con potere di rappresentanza);
- PEC attiva e registrata al Registro imprese, verificata in automatico;
- firma digitale (PAdES o CAdES) su domanda e allegati, pena l'improcedibilità;
- piano d'investimento, dichiarazione sui dati contabili controfirmata (sindaco, revisore, commercialista o altro professionista abilitato), DSAN antimafia, antiriciclaggio e polizza catastrofale, prospetto dimensionale se hai associate o collegate, computo metrico se ci sono opere murarie;
- per i punti ambientali, perizie giurate: una relazione semplice non dà punteggio.
Gli errori che ti fanno perdere il treno
- Firmare un ordine, un contratto o versare un acconto prima della domanda: il programma diventa non ammissibile.
- Dati contabili diversi da quelli depositati in Camera di commercio.
- Fatturato preso dalla voce sbagliata: la voce A serve per il limite del 70%, la A.1 per la dimensione d'impresa.
- Spese del modulo diverse da quelle del piano d'investimento: Invitalia lo segnala tra gli errori più frequenti.
- Registro imprese non aggiornato: la procedura si blocca e non puoi sistemarlo da dentro la piattaforma.
Un'ultima cosa: anche con tutte le carte a posto, nessuno può garantirti il contributo. Dipende dalle risorse residue nel giorno in cui invii e dall'esito dell'istruttoria (60 giorni, più al massimo 30 per le integrazioni).
Cosa fare domani mattina
- Prendi gli ultimi due bilanci e calcola con il commercialista i 4 indici del criterio "proponente": se stai sotto i 12 punti la domanda viene respinta.
- Verifica la polizza catastrofale: se non ce l'hai, sei fuori.
- Controlla visura, PEC e firma digitale del legale rappresentante.
- Blocca gli ordini: nessun contratto, conferma d'ordine o acconto prima dell'attestazione di presentazione.
- Metti in fila i preventivi per voce di spesa e controlla che almeno metà siano tecnologie 4.0 e che nessun fornitore sia collegato a te.
- Valuta i punti ambientali: un risparmio energetico di almeno il 5% certificato da perizia giurata vale fino a 6 punti in graduatoria.
- Segui la Gazzetta Ufficiale e il sito Invitalia: se lo sportello chiude per esaurimento fondi, aspettare la domanda perfetta non serve più.
Se al primo punto ti accorgi che quei numeri non li hai a portata di mano, quella è la prima cosa da sistemare, con o senza bando. Un'azienda che sa dove vanno margini, debiti e scadenze affronta questi bandi con calma, e con meno sorprese.
Fonti
- Invitalia – Decreto direttoriale MIMIT 5 agosto 2026, Investimenti sostenibili 4.0: termini e modalità di presentazione delle domande invitalia.it
- Invitalia – Investimenti sostenibili 4.0, Bando 2026: slide del webinar del 28 settembre 2026 invitalia.it
- MIMIT – Investimenti sostenibili 4.0 (2026), scheda della misura (D.M. 18 marzo 2026) mimit.gov.it
- PMI.it – Investimenti sostenibili 4.0, domande dal 6 ottobre per le PMI del Sud (13 agosto 2026) pmi.it
- Informazione Fiscale – Contributi MIMIT per gli investimenti sostenibili delle PMI del Mezzogiorno (28 agosto 2026) informazionefiscale.it


