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Iperammortamento 2026: il 180% non lo perdi per la legge, lo perdi per una carta che manca
Stai per comprare un macchinario e conti sull'iperammortamento? Il 180% in più esiste davvero, ma passa da tre comunicazioni al GSE, una perizia e un fascicolo che molte PMI non sanno mettere insieme.

Il preventivo del nuovo centro di lavoro è sulla scrivania e il fornitore ti ha già detto la frase magica: "Tanto c'è l'iperammortamento". Vero. Ma la domanda che conta è un'altra: fra due anni, quando il GSE o l'Agenzia delle Entrate ti chiederanno di dimostrare tutto, avrai le carte?
Perché il beneficio è grosso, fino al 180% in più sul costo del bene, ma non arriva da solo. Passa da tre comunicazioni con scadenze strette, una perizia, una certificazione del revisore e un fascicolo da tenere in ordine per anni. Chi lo perde, di solito, non lo perde per la norma. Lo perde per un documento che non trova.
Transizione 5.0: com'è finita
Prima di parlare del nuovo, chiudiamo il vecchio, perché nelle ricerche di questi giorni "transizione 5.0" e "iperammortamento" vanno a braccetto.
- 7 novembre 2025: il MIMIT annuncia che le risorse di Transizione 5.0 sono esaurite. Le prenotazioni inviate dopo quella data, fino al 31 dicembre 2025, sono state accettate solo come deposito, da gestire in ordine cronologico se fossero arrivati nuovi fondi.
- Le imprese rimaste fuori sono state ribattezzate "esodati". Il D.L. 38/2026 (art. 8) ha riconosciuto loro un credito d'imposta, partito al 35% e poi portato all'89,77% del credito spettante dal D.L. 42/2026, con un tetto complessivo di 1.302,3 milioni di euro. Vale solo per i beni 4.0 (allegati A e B della legge 232/2016) e per la formazione.
- Dal 29 aprile 2026 il GSE ha iniziato a mettere in piattaforma le ricevute di conferma.
Se sei un "esodato", segnati questa data
Il credito degli esodati si usa solo in compensazione con F24, codice tributo 7079, entro il 31 dicembre 2026. Secondo l'analisi di EC News, in sede di conversione non è passata nessuna proroga e non c'è riporto agli anni successivi, a differenza del credito 5.0 ordinario. Tradotto: quello che non compensi entro fine anno lo perdi. E occhio a un dettaglio pratico segnalato nello stesso articolo: compilando il quadro RU, la delega F24 si riempie in automatico con il codice 7072, che va corretto a mano in 7079.
Il nuovo iperammortamento 2026 in breve
La legge di bilancio 2026 (art. 1, commi 427-436, legge 199/2025) ha sostituito i crediti 4.0 e 5.0 con una maggiorazione del costo che vale solo per calcolare ammortamenti e canoni di leasing. Niente credito da usare in F24: paghi meno IRES (o IRPEF) perché deduci più costi.
- Periodo: investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
- Beni ammessi: beni materiali e immateriali nuovi degli allegati IV e V della legge di bilancio (la struttura ricalca Industria 4.0), interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura; in più gli impianti per autoprodurre energia rinnovabile da autoconsumare, con relativi accumuli.
- Chi può: solo chi ha reddito d'impresa, con strutture produttive in Italia. Sono escluse le imprese in liquidazione o in procedure concorsuali e quelle con sanzioni interdittive 231. Servono il rispetto delle norme sulla sicurezza e i contributi in regola.
- Made in UE: la legge di bilancio lo prevedeva, il D.L. 38/2026 lo ha tolto con effetto dal 1° gennaio 2026. Il vincolo resta solo per i moduli fotovoltaici.
- Solo imposte sui redditi: la maggiorazione non conta ai fini IRAP.
La tabella degli scaglioni
Il decreto attuativo del 7 maggio 2026 (art. 4) calcola la maggiorazione sugli investimenti completati in ciascuna annualità:
| Quota di investimento nell'anno | Maggiorazione | Costo che ammortizzi |
|---|---|---|
| Fino a 2,5 milioni di euro | 180% | 280% |
| Da 2,5 a 10 milioni di euro | 100% | 200% |
| Da 10 a 20 milioni di euro | 50% | 150% |
| Oltre 20 milioni di euro | nessuna | 100% |
Una PMI che compra un paio di macchine sta quasi sempre nel primo scaglione: 180%.
Esempio: un macchinario da 200.000 euro
Compri un centro di lavoro 4.0 da 200.000 euro, lo interconnetti e completi tutta la procedura GSE.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Costo del bene | 200.000 € |
| Maggiorazione al 180% | 360.000 € |
| Totale che deduci con gli ammortamenti | 560.000 € |
| IRES risparmiata sull'ammortamento normale (24% di 200.000) | 48.000 € |
| IRES risparmiata in più grazie all'iperammortamento (24% di 360.000) | 86.400 € |
Gli 86.400 euro non arrivano tutti insieme: si spalmano sugli anni di ammortamento del bene. Con un coefficiente del 10% annuo, in un anno di ammortamento pieno deduci 36.000 euro in più e risparmi 8.640 euro di IRES. E il risparmio è reale solo se hai utili su cui pagare le imposte. Il coefficiente giusto per il tuo bene va verificato con il commercialista.
Le tre comunicazioni al GSE (e dove si inciampa)
Tutto passa dalla piattaforma del GSE, nell'Area Clienti con SPID o CIE. Se salti un termine, la procedura non si perfeziona e il beneficio salta.
| Passaggio | Cosa comunichi | Termine | Stato a oggi |
|---|---|---|---|
| 1. Preventiva | investimenti previsti per ogni struttura produttiva, data prevista di interconnessione | è il primo passo, per ogni struttura produttiva | aperta dal 12 giugno 2026 |
| 2. Conferma | pagamento di acconti fino al 20% del costo di ogni bene, con gli estremi delle fatture | entro 60 giorni dall'esito positivo della preventiva | aperta dal 21 luglio 2026 |
| 3. Completamento | beni completati e interconnessi, attestazione di perizia e certificazione contabile | entro il 15 novembre 2028 | in attesa di un decreto direttoriale che apra la funzione |
Il beneficio parte dall'anno in cui invii la comunicazione di completamento, se il bene è già entrato in funzione, e solo dopo l'esito positivo del GSE.
Poi ci sono gli obblighi che quasi nessuno mette in agenda: entro il 20 gennaio di ogni anno una comunicazione su investimenti, costi e utilizzo previsto, ed entro il 30 giugno il piano di ammortamento con le quote maggiorate. Valgono dalla prima preventiva fino all'ultimo anno in cui deduci la maggiorazione. Su un bene ammortizzato al 10% fanno circa dieci anni di scadenze.
Il rischio vero: arrivare alla perizia a mani vuote
Il decreto chiede due documenti di terzi:
- una perizia asseverata con analisi tecnica, firmata da un ingegnere o perito industriale iscritto all'albo, o un'attestazione di un ente di certificazione accreditato, che provi le caratteristiche del bene e la sua interconnessione;
- una certificazione contabile di un revisore legale che attesti le spese sostenute.
E va conservato tutto per i controlli: fatture, documenti di trasporto, perizie, attestazioni. Il beneficio decade, in tutto o in parte, se manca la documentazione, se i controlli non si possono fare per colpa tua o se vendi il bene o lo sposti all'estero senza sostituirlo.
La dicitura in fattura? Per il nuovo iperammortamento né la legge né il decreto la impongono, a differenza del vecchio credito 4.0. Ma Ratio Quotidiano consiglia comunque di indicare il riferimento normativo su fatture e DDT. Costa una riga e ti evita discussioni.
Il punto debole delle PMI è quasi sempre l'interconnessione. Il perito deve attestare che la macchina è interconnessa al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Se le commesse girano su carta e i dati di produzione finiscono su un foglio Excel aggiornato quando capita, con chi la colleghi, la macchina? Lo abbiamo visto con un'azienda metalmeccanica del brindisino, passata dalle commesse su carta a strumenti digitali per seguire lavorazioni, documenti e scadenze. Sapere in ogni momento a che punto è una lavorazione e dove sono i suoi documenti è esattamente il tipo di ordine che un controllo ti chiede.
Cosa fare domani mattina
- Se sei un esodato 5.0: controlla in piattaforma GSE la ricevuta e l'importo del credito, poi pianifica con il commercialista le compensazioni F24 (codice 7079) da qui al 31 dicembre 2026.
- Se stai per ordinare: verifica con il fornitore che il bene rientri negli allegati IV o V e chiedi per iscritto come si interconnette.
- Invia la comunicazione preventiva il prima possibile: dall'esito positivo del GSE hai 60 giorni per la conferma con l'acconto del 20%, quindi organizza pagamenti e fatture di conseguenza.
- Apri subito un fascicolo per ogni bene: ordine, fatture, DDT, matricola, ricevute GSE, schede tecniche, prove dell'interconnessione.
- Ingaggia presto perito e revisore: non a novembre 2028, quando li cercheranno tutti.
- Metti in agenda il 20 gennaio e il 30 giugno per tutti gli anni di ammortamento, con un responsabile preciso.
Le regole sono quelle in vigore al 5 ottobre 2026. La funzione per la comunicazione di completamento attende ancora un decreto direttoriale del MIMIT: aggiorneremo l'articolo quando uscirà. Per il tuo caso specifico confrontati con il commercialista.
Fonti
- MIMIT-MEF, decreto attuativo 7 maggio 2026 sull'iperammortamento (art. 1, commi 427-436, L. 199/2025) mimit.gov.it
- MIMIT, decreto direttoriale 20 luglio 2026: termini e modelli della comunicazione di conferma mimit.gov.it
- MIMIT, 7 novembre 2025: esaurite le risorse Transizione 5.0 mimit.gov.it
- MIMIT, avviso 29 aprile 2026: Piano Transizione 5.0, pratiche tecnicamente ammissibili mimit.gov.it
- EC News, Iperammortamento: stop alla provenienza UE e SEE dei beni (D.L. 38/2026) ecnews.it
- EC News, Il credito d'imposta degli esodati Transizione 5.0 dopo la conversione del D.L. 38/2026 ecnews.it
- FISCOeTASSE, Iperammortamento 2026-2028: regole, termini e modelli fiscoetasse.com
- Confcooperative Terre d'Emilia, Iperammortamento 2026: aggiornamento al 31/08/2026 terredemilia.confcooperative.it
- Ratio Quotidiano, Iperammortamento 2026: dicitura in fattura non obbligatoria, ma cauta ratioquotidiano.it


