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Formazione dei dipendenti, contributo del 50% per le PMI del Sud: domande entro le 12 del 21 dicembre

Fino alle 12 del 21 dicembre 2026 le PMI di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia possono chiedere a Invitalia un contributo del 50% sui percorsi di formazione dei dipendenti. Requisiti, spese, limiti e cosa fa perdere il contributo.

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Quattro dipendenti in tuta da lavoro blu guardano grafici su un tablet accanto a una macchina utensile in un'officina luminosa
Immagine originale Singularity Labs

Le piccole e medie imprese di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia hanno tempo fino alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026 per chiedere un contributo a fondo perduto del 50% sui percorsi di formazione dei propri dipendenti. È il secondo sportello di Sviluppo competenze, la misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) gestita da Invitalia, aperto alle 12:00 del 10 settembre.

Il secondo sportello è stato attivato con il decreto direttoriale 13 luglio 2026, n. 2095 (comunicato in Gazzetta Ufficiale n. 172 del 27 luglio 2026) e completato dal decreto direttoriale 28 luglio 2026, n. 2236 (GU n. 183 dell'8 agosto 2026). La domanda si presenta solo online, dall'area personale di Invitalia con SPID o CIE.

Non è un click day: le domande finiscono in una graduatoria a punteggio, quindi conta la qualità del progetto più della velocità. Il decreto del 28 luglio stabilisce che, a parità di punteggio, prevale chi ha ottenuto di più sul coinvolgimento del personale e poi sulla valorizzazione degli ambiti formativi; l'ordine di arrivo conta solo come ultimo criterio. Servono comunque tempo per scegliere il percorso e il fornitore e per preparare i documenti.

Quanto vale e per cosa

Secondo la scheda ufficiale del MIMIT, il decreto ministeriale 4 settembre 2025 e il decreto del 13 luglio 2026:

  • il contributo copre il 50% delle spese ammissibili;
  • ogni percorso di formazione deve avere costi ammissibili tra 10.000 e 60.000 euro;
  • nei progetti integrati sovraregionali (fino a 10 imprese insieme) i limiti valgono per ciascuna impresa e il contributo sale di 20 punti percentuali per micro e piccole imprese e di 10 punti per le medie;
  • per il secondo sportello sono disponibili 12.449.676 euro, che possono aumentare con le risorse non usate dal primo sportello (la dotazione complessiva della misura è di 50 milioni, dal Programma nazionale Ricerca, innovazione e competitività 2021-2027);
  • anche in questo sportello il 40% delle risorse è riservato alle imprese delle filiere automotive e moda, tessile e arredamento.

La formazione deve riguardare le traiettorie tecnologiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente, le tecnologie del regolamento europeo STEP o i processi di transizione verde e digitale. Gli ambiti ammessi sono elencati dal MIMIT: tra questi tecnologie digitali, industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente, Agenda digitale, tecnologie pulite, salute e alimentazione, turismo e industria della creatività, aerospazio e biotecnologie.

Le spese ammissibili sono quattro: il costo del personale dei formatori per le ore di formazione; i costi di esercizio di formatori e partecipanti legati al progetto (viaggi, alloggio, materiali, ammortamento delle attrezzature usate solo per la formazione); la consulenza strettamente collegata; il costo dei dipendenti che partecipano, per le ore passate in formazione. Non si rendicontano le fatture una per una: le spese sono riconosciute con costi unitari (opzioni semplificate di costo).

Chi può chiedere il contributo

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese che, alla data della domanda:

  • sono costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese;
  • non sono in liquidazione volontaria né sottoposte a procedure concorsuali;
  • hanno almeno un bilancio approvato e depositato (per ditte individuali e società di persone, almeno una dichiarazione dei redditi presentata);
  • non operano nei settori esclusi dall'articolo 7 del Regolamento (UE) 2021/1058;
  • sono in regola con l'obbligo di assicurazione contro i rischi catastrofali (articolo 1 del decreto-legge 31 marzo 2025, n. 39);
  • sono in regola con eventuali restituzioni di agevolazioni revocate dal Ministero e non hanno ricevuto, senza restituirli, aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione europea.

La formazione va svolta in una o più unità locali nelle sette regioni.

Attenzione: il decreto del 13 luglio 2026 esclude dal secondo sportello le imprese che hanno già presentato domanda al primo (aperto dal 21 aprile al 23 giugno 2026), anche se per un percorso di formazione diverso. Ogni impresa può presentare una sola domanda.

Le regole sul fornitore e sui tempi

Qui si gioca molto della domanda. I percorsi devono:

  • essere erogati da soggetti o manager qualificati, oppure da società di consulenza e formazione indipendenti dall'impresa, con esperienza significativa e comprovata in specializzazione intelligente, digitalizzazione o transizione ecologica, dimostrabile con l'elenco dei progetti realizzati almeno negli ultimi 3 anni;
  • essere oggetto di un contratto firmato dopo la presentazione della domanda;
  • partire entro 6 mesi dalla concessione e finire entro 12 mesi dalla stessa data, con una possibile proroga di altri 6 mesi.

Dopo la concessione, entro 30 giorni va inviato a Invitalia il calendario del programma di formazione. Il contributo arriva in non più di due quote: la prima si può chiedere dopo aver svolto almeno il 50% delle ore, la seconda a percorso concluso; in alternativa si può chiedere una quota unica alla fine. La prima quota può essere chiesta anche come anticipo, fino al 50% del contributo concesso, presentando una fideiussione bancaria o una polizza fideiussoria. Prima di pagare, Invitalia verifica anche la regolarità contributiva (DURC).

Regime di aiuto e cumulo

Il contributo è concesso in regime de minimis (Regolamento UE 2023/2831): conta quindi nel tetto degli aiuti de minimis già ricevuti dall'impresa. Il decreto ministeriale prevede che sia cumulabile con altri aiuti di Stato nei limiti previsti dalla disciplina europea di riferimento.

Cosa fa perdere il contributo

L'articolo 13 del decreto ministeriale prevede la revoca totale o parziale se:

  • si verifica l'assenza o il venir meno di uno o più requisiti, o la documentazione risulta incompleta o irregolare per fatti imputabili all'impresa e non sanabili;
  • le dichiarazioni risultano false o non conformi;
  • non sono rispettati i limiti di cumulo;
  • l'impresa non consente i controlli;
  • le prestazioni agevolate non si concludono entro i termini;
  • emergono variazioni delle prestazioni o dei soggetti incaricati non compatibili con il mantenimento delle agevolazioni.

In questi casi le somme già erogate vanno restituite con interessi e sanzioni.

Cosa fare adesso

  1. Controlla se puoi partecipare: unità locale in una delle sette regioni, bilancio depositato, polizza catastrofale in regola e nessuna domanda presentata al primo sportello.
  2. Verifica lo spazio de minimis che ti resta, guardando gli aiuti già registrati a nome dell'impresa.
  3. Parti dal bisogno reale: quali competenze mancano oggi ai tuoi dipendenti per usare meglio gestionale, dati, automazione o per ridurre consumi e sprechi? Un percorso legato a un problema concreto è anche più facile da motivare.
  4. Scegli il fornitore con i requisiti (indipendenza e progetti degli ultimi 3 anni documentati) ma non firmare il contratto prima della domanda.
  5. Prepara i documenti per tempo: registra l'impresa nell'area personale e scarica dal sito di Invitalia lo schema di domanda e gli allegati; leggi anche le FAQ del MIMIT.
  6. Non aspettare il 21 dicembre: la scadenza è alle 12:00 e cade a ridosso delle festività.

Formazione sì, ma su processi chiari

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Fonti

  1. MIMIT, scheda incentivo Sviluppo competenze mimit.gov.it
  2. MIMIT, decreto direttoriale 13 luglio 2026, n. 2095 – Secondo sportello (comunicato in GU n. 172 del 27 luglio 2026) mimit.gov.it
  3. Testo del decreto direttoriale 13 luglio 2026, n. 2095 (pdf) mimit.gov.it
  4. MIMIT, decreto direttoriale 28 luglio 2026, n. 2236 – Ulteriori disposizioni sul secondo sportello (comunicato in GU n. 183 dell'8 agosto 2026) mimit.gov.it
  5. Decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy 4 settembre 2025 – Istituzione del regime di aiuto (pdf) mimit.gov.it
  6. MIMIT, Sviluppo competenze: risposte alle domande frequenti (FAQ) mimit.gov.it
  7. Invitalia, Sviluppo competenze specialistiche delle Pmi invitalia.it