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Under 35 a tempo indeterminato entro il 31 dicembre: contributi azzerati fino a 500 euro al mese per 24 mesi

Fino al 31 dicembre 2026 chi trasforma a tempo indeterminato il contratto a termine di un under 35 mai assunto stabilmente può non pagare i contributi INPS a proprio carico per 24 mesi, fino a 500 euro al mese. Requisiti, incremento occupazionale, risorse limitate e come prenotare l'importo.

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Un giovane operaio in tuta da lavoro e un imprenditore più anziano si stringono la mano sopra un banco di officina, con un contratto e una penna sul tavolo
Immagine originale Singularity Labs

Chi ha in azienda un giovane under 35 con un contratto a termine ha tempo fino al 31 dicembre 2026 per trasformarlo a tempo indeterminato e non pagare i contributi previdenziali a proprio carico per un massimo di 24 mesi, fino a 500 euro al mese per lavoratore. È l'"Incentivo alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro" previsto dall'articolo 4 del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62 (il cosiddetto decreto Lavoro, convertito dalla legge 25 giugno 2026, n. 112), con le istruzioni INPS nella circolare n. 72 del 3 luglio 2026.

Mancano due mesi alla chiusura, e c'è un dettaglio che conta: le risorse sono limitate e l'INPS smette di accogliere le domande se il tetto di spesa viene raggiunto, anche solo in prospettiva.

Cosa prevede l'esonero

Secondo la legge e la circolare INPS, l'esonero vale:

  • il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro privato, esclusi premi e contributi INAIL (e alcune voci che non si possono sgravare, come il contributo al Fondo di tesoreria per il TFR e quello ai fondi di solidarietà bilaterali);
  • per un massimo di 24 mesi;
  • nel limite di 500 euro al mese per ciascun lavoratore. Nei mesi in cui il rapporto viene trasformato o finisce, il tetto si calcola in 16,12 euro per ogni giorno di esonero;
  • anche per il part-time, con i massimali ridotti in proporzione.

Il lavoratore non perde nulla sulla pensione: resta ferma l'aliquota con cui si calcolano le prestazioni. Il periodo di esonero può essere sospeso, e quindi spostato in avanti, solo in caso di astensione obbligatoria per maternità.

Quali trasformazioni rientrano

Non è un incentivo per qualsiasi assunzione: riguarda solo la trasformazione di un contratto a tempo determinato già in corso. Non vale per le nuove assunzioni, né a termine né a tempo indeterminato. Le condizioni sono:

  • la trasformazione va fatta dal 1° agosto al 31 dicembre 2026;
  • il contratto a termine deve essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026 e la trasformazione deve avvenire senza interruzioni;
  • il contratto a termine non deve superare 12 mesi di durata complessiva alla data della trasformazione, proroghe comprese;
  • il lavoratore, alla data della trasformazione, non deve aver compiuto 35 anni (cioè avere al massimo 34 anni e 364 giorni) e non deve mai aver avuto un contratto a tempo indeterminato, con nessun datore di lavoro;
  • vale per operai, impiegati e quadri, non per i dirigenti;
  • sono esclusi apprendistato e lavoro domestico, e anche la trasformazione del lavoro intermittente (a chiamata).

Due precisazioni utili della circolare: un precedente apprendistato non blocca l'esonero, mentre un vecchio contratto a tempo indeterminato lo esclude anche se si è chiuso per mancato superamento della prova o per dimissioni. L'esonero spetta anche nella somministrazione e a tutti i datori di lavoro privati, compresi quelli agricoli.

Le condizioni per l'azienda

Oltre ai requisiti sul lavoratore, servono:

  • DURC regolare e rispetto dei contratti collettivi e delle norme su lavoro e sicurezza, più i principi generali sugli incentivi (articolo 31 del d.lgs. 150/2015);
  • un incremento occupazionale netto: la trasformazione deve far crescere l'organico rispetto alla media dei 12 mesi precedenti, calcolata in unità di lavoro annue e considerando anche le società controllate o collegate. La verifica va fatta per ogni trasformazione e mantenuta mese per mese: nel mese in cui l'incremento manca, si perde l'esonero di quel mese. Secondo la circolare non contano, ad esempio, i posti lasciati liberi per dimissioni volontarie, pensionamento o licenziamento per giusta causa;
  • un trattamento economico non inferiore a quello complessivo dei contratti collettivi più rappresentativi del settore, come previsto dall'articolo 7 dello stesso decreto: va dichiarato nella domanda;
  • nessun licenziamento per giustificato motivo oggettivo o collettivo nei sei mesi precedenti la trasformazione nella stessa unità produttiva, qualunque fosse la qualifica dei lavoratori coinvolti;
  • nessun licenziamento per giustificato motivo oggettivo, nei sei mesi successivi, del lavoratore stabilizzato o di un collega con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva. Se succede, l'esonero viene revocato e l'INPS recupera quanto già fruito.

C'è poi un limite da valutare con il consulente del lavoro: l'esonero non si cumula con altri esoneri o riduzioni dei contributi a carico del datore. La circolare cita espressamente la Decontribuzione Sud, l'incentivo per l'assunzione di lavoratori disabili e le riduzioni per l'edilizia. Per un'azienda del Mezzogiorno il confronto con la Decontribuzione Sud va quindi fatto sui numeri reali. È invece compatibile con la maggiorazione della deduzione per le nuove assunzioni (legge di Bilancio 2025) e con l'esonero dell'1% per le aziende con certificazione della parità di genere.

Risorse limitate: chi prima arriva

La legge stanzia 18,2 milioni di euro per il 2026, 87,5 milioni per il 2027 e 69,3 milioni per il 2028. L'INPS monitora la spesa e, se il limite viene raggiunto anche solo in prospettiva, non accoglie ulteriori richieste. Aspettare l'ultima settimana di dicembre è quindi un rischio.

Come si chiede

La domanda si presenta online sul sito INPS, con SPID (almeno di livello 2), CIE o CNS, nel "Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo)", sezione "Incentivi decreto Lavoro 2026 – Articolo 4 – ESTA". Il servizio è attivo dal 29 luglio 2026, come comunicato dall'INPS con il messaggio n. 2518. Nel modulo si indicano tra l'altro la retribuzione media mensile, l'aliquota contributiva e le dichiarazioni sul non cumulo e sul trattamento economico.

Due percorsi possibili:

  1. trasformazione già fatta: si invia la domanda indicando la comunicazione obbligatoria (Unilav) e l'INPS risponde nel modulo con l'esito e l'importo riconosciuto;
  2. trasformazione ancora da fare: l'INPS calcola il beneficio e accantona le risorse, poi invia una comunicazione via PEC (o email, se manca la PEC) e in MyINPS. Da quel momento l'azienda ha 10 giorni perentori per trasformare il contratto e inviare la comunicazione obbligatoria. Se non lo fa, perde l'importo accantonato e deve presentare una nuova domanda.

Il secondo percorso è utile proprio perché le risorse sono limitate: prenota l'importo prima di firmare. Attenzione ai dati: l'INPS non accetta una domanda con dati diversi da quelli della comunicazione Unilav.

Cosa fare adesso

  1. Fai l'elenco dei contratti a termine in corso. Per ognuno annota data di nascita del lavoratore, data di inizio, durata totale con le proroghe e se ha mai avuto un indeterminato. Per quest'ultimo punto l'INPS mette a disposizione il servizio "Rapporti a tempo indeterminato – Verifica" sul proprio sito.
  2. Filtra chi rientra: under 35 alla data della trasformazione, contratto iniziato entro il 30 aprile 2026, non oltre 12 mesi, niente apprendistato o lavoro a chiamata.
  3. Controlla l'organico e i licenziamenti: verifica con il consulente l'incremento occupazionale netto sui 12 mesi precedenti, i licenziamenti degli ultimi sei mesi nella stessa unità produttiva e il DURC.
  4. Confronta con la Decontribuzione Sud o altri sgravi che stai già usando per quel lavoratore: si sceglie uno solo.
  5. Decidi presto e fai partire la domanda con il consulente del lavoro, valutando la prenotazione prima della firma. Con 10 giorni per chiudere dopo la PEC, la data della trasformazione va pianificata, non improvvisata a fine anno.
  6. Segna le scadenze del dopo: i sei mesi in cui non licenziare per giustificato motivo oggettivo, la verifica mensile dell'organico e i 24 mesi dell'esonero. Sono vincoli che durano più del bando e si dimenticano facilmente.

Il punto 1 è spesso quello che blocca: i dati dei contratti sono sparsi tra buste paga, mail e cartelle del consulente, e nessuno ha sott'occhio le scadenze dei contratti a termine. Avere contratti, proroghe e scadenze in un unico registro permette di vedere in anticipo chi si avvicina alla fine del termine. È lo stesso principio che serve per le nuove assunzioni, dove dal 1° luglio 2026 c'è anche il modulo TFR3 con i suoi 60 giorni da seguire dipendente per dipendente.

Se le scadenze del personale, dei contratti e degli incentivi oggi vivono in posti diversi, possiamo guardarle insieme. L'audit gratuito di Singularity Labs serve proprio a capire dove si perdono informazioni e tempo, e cosa conviene sistemare per primo.

Fonti

  1. INPS, Circolare n. 72 del 3 luglio 2026 inps.it
  2. INPS, Messaggio n. 2518 del 29 luglio 2026 inps.it
  3. INPS, Under 35: incentivo alla stabilizzazione con esonero totale contributi inps.it
  4. INPS, Occupazione giovanile: incentivo per la stabilizzazione degli under 35 inps.it
  5. Gazzetta Ufficiale, testo coordinato del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, con la legge di conversione 25 giugno 2026, n. 112 (GU n. 147 del 27 giugno 2026) gazzettaufficiale.it