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Partita IVA inattiva: l'Agenzia delle Entrate la chiude d'ufficio incrociando fatture elettroniche e corrispettivi

Il provvedimento n. 277710 del 12 ottobre 2026 aggiorna le regole: l'Agenzia individua le partite IVA inattive anche da fatture elettroniche, corrispettivi e versamenti, avvisa via PEC e chiude dopo 60 giorni. Ecco come opporsi e cosa controllare.

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Scrivania di un ufficio di sera con una pila di buste sigillate, uno smartphone con una notifica e un portatile chiuso
Immagine originale Singularity Labs

Con il provvedimento n. 277710 del 12 ottobre 2026 l'Agenzia delle Entrate ha aggiornato le regole per la chiusura d'ufficio delle partite IVA inattive: le posizioni da chiudere vengono individuate con riscontri automatizzati sui dati dell'Anagrafe tributaria, comprese le fatture elettroniche, i corrispettivi telematici e i versamenti. Chi riceve la comunicazione ha 60 giorni per opporsi; poi la partita IVA viene chiusa e, per i soggetti diversi dalle persone fisiche, può essere estinto anche il codice fiscale. Lo dice il testo del provvedimento pubblicato dall'Agenzia.

La notizia riguarda soprattutto chi ha una seconda partita IVA ferma, una società "dormiente" o un'attività sospesa ma non chiusa.

Cosa cambia

La norma di base non cambia: l'articolo 35, comma 15-quinquies, del DPR 633/1972 consente all'Agenzia di chiudere d'ufficio le partite IVA di chi ha cessato l'attività senza presentare la dichiarazione di cessazione. Il provvedimento del 12 ottobre modifica quello del 3 dicembre 2019 (n. 1415522) che ne definisce le modalità. Le novità principali:

  • Come vengono individuate: con riscontri automatizzati sulle informazioni dell'Anagrafe tributaria, comprese quelle su fatture elettroniche, corrispettivi telematici e versamenti spontanei. In pratica, l'Agenzia guarda anche i dati digitali dell'attività.
  • Come arriva l'avviso: la comunicazione preventiva va al domicilio digitale (la PEC registrata) del titolare o, se manca, a quello del rappresentante. Se non c'è nessun domicilio digitale, arriva per raccomandata con avviso di ricevimento al domicilio fiscale.
  • Dove si legge: la comunicazione è consultabile nella sezione "L'Agenzia scrive" del Cassetto fiscale; la sua disponibilità è segnalata nell'area riservata e con un messaggio sull'app IO.
  • Quando scatta la chiusura: dal sessantesimo giorno dopo la ricezione della comunicazione o, se la consegna non riesce, dalla data in cui è messa a disposizione nell'area riservata.
  • Codice fiscale: per i soggetti diversi dalle persone fisiche (ad esempio le società) la chiusura può comportare anche l'estinzione del codice fiscale.

Come ci si oppone

Chi ritiene la chiusura non legittima ha due strade:

  • entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione può rivolgersi a qualsiasi ufficio territoriale dell'Agenzia e fornire chiarimenti sulla propria posizione di soggetto attivo ai fini IVA, per opporsi alla chiusura;
  • dopo i 60 giorni può chiedere, sempre a un ufficio territoriale, la riattivazione motivata.

Se l'ufficio, verificati argomenti e documenti, riattiva la partita IVA (ed eventualmente il codice fiscale), la riattivazione ha effetto dalla data originaria di apertura, senza interruzioni.

Perché interessa anche le PMI attive

Un'azienda che lavora regolarmente non ha nulla da temere, ma ci sono situazioni da tenere d'occhio: società in liquidazione, sedi o rami fermi, holding con poche operazioni, attività stagionali o sospese per un periodo. In questi casi è importante che i dati inviati all'Agenzia raccontino la realtà e che la PEC registrata sia letta davvero: un avviso perso significa scoprire la chiusura a cose fatte.

Cosa fare adesso

  1. Controllate la PEC registrata come domicilio digitale: deve essere attiva e qualcuno in azienda deve leggerla con regolarità.
  2. Attivate l'app IO per il titolare o il rappresentante, così da ricevere l'avviso.
  3. Guardate "L'Agenzia scrive" nel Cassetto fiscale con regolarità.
  4. Fate l'inventario delle partite IVA di gruppo e familiari: quelle davvero cessate vanno chiuse con la dichiarazione di cessazione, quelle sospese vanno gestite con il commercialista.
  5. Se arriva la comunicazione e l'attività è viva, non aspettate: entro 60 giorni andate in un ufficio territoriale con la documentazione (contratti, fatture, movimenti).
  6. Segnate la data di ricezione in uno scadenzario condiviso, per non perdere la finestra dei 60 giorni.

Se PEC, Cassetto fiscale e scadenze sono seguiti da persone diverse senza un punto unico, un avviso importante può sfuggire. Singularity Labs offre un audit gratuito dei processi gestionali per le PMI, per capire dove si perdono informazioni: richiedilo qui.

Fonti

  1. Agenzia delle Entrate, Provvedimento prot. n. 277710 del 12 ottobre 2026 (chiusura d'ufficio delle partite IVA inattive) agenziaentrate.gov.it
  2. Agenzia delle Entrate, Partita IVA persone fisiche (AA9/12), normativa e prassi agenziaentrate.gov.it
  3. Agenzia delle Entrate, Partita IVA soggetti diversi da persone fisiche (AA7/10), normativa e prassi agenziaentrate.gov.it
  4. NT+ Fisco (Il Sole 24 Ore), Partita Iva inattiva, nuovi criteri per la chiusura d'ufficio ntplusfisco.ilsole24ore.com