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Finanziamento Taranto JTF: fino a 200mila euro a tasso zero, e il 25% può non essere restituito
Dal 22 ottobre 2026 le micro e piccole imprese della provincia di Taranto possono chiedere da 10mila a 200mila euro a tasso zero per 60 mesi. Il 25% non si restituisce se il programma è realizzato, include almeno il 10% di innovazione o tecnologie verdi e le prime 45 rate sono in regola.

Dal 22 ottobre 2026 le micro e piccole imprese con sede in provincia di Taranto possono chiedere il Finanziamento Taranto JTF: da 10.000 a 200.000 euro, durata 60 mesi, tasso fisso dello 0%. Il 75% è un prestito da restituire, il restante 25% è una sovvenzione che non si rimborsa (con l'abbuono delle ultime 15 rate) se si rispettano le condizioni previste. La dotazione è di 60 milioni di euro del Fondo per una transizione giusta (Just Transition Fund), di cui 45 milioni per la parte da restituire e 15 milioni per la sovvenzione, e lo sportello non ha una data di chiusura: resta aperto fino a esaurimento delle risorse, con domande esaminate in ordine di arrivo.
L'avviso (determinazione del Direttore generale di Puglia Sviluppo n. 43 del 9 ottobre 2026) è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 84 del 22 ottobre 2026 ed è gestito da Puglia Sviluppo. Vediamo chi può accedere, cosa si finanzia e, soprattutto, cosa fa perdere la parte a fondo perduto.
Chi può chiederlo
Possono presentare domanda le micro e piccole imprese, compresi i lavoratori autonomi e le società tra professionisti, iscritte al Registro delle imprese. I requisiti principali, da avere alla domanda e fino all'erogazione:
- sede legale o almeno una sede operativa in provincia di Taranto, dove va realizzato il programma;
- ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro (ultimo bilancio approvato o ultima dichiarazione fiscale);
- non essere impresa in difficoltà, in liquidazione o in procedura concorsuale;
- regolarità contributiva e rispetto delle norme su lavoro, sicurezza e ambiente;
- non essere inadempienti o insolventi su altri prestiti o leasing, e non aver avuto revoche totali di agevolazioni regionali negli ultimi sei anni (salvo rinunce);
- aver restituito eventuali agevolazioni pubbliche revocate;
- aver stipulato l'assicurazione obbligatoria contro i danni catastrofali prevista dalla legge 213/2023;
- restare entro il tetto "de minimis" di 300.000 euro di aiuti in tre anni.
Sono esclusi alcuni settori: tra questi la pesca e l'acquacoltura, la produzione agricola primaria, il settore carbonifero, il nucleare, il tabacco, le armi, il gioco d'azzardo e gli investimenti legati ai combustibili fossili. Non sono ammesse nemmeno le attività legate direttamente all'esportazione (come la creazione di una rete di distribuzione all'estero), mentre le fiere restano possibili. Ogni impresa può ottenere un solo finanziamento su questo avviso.
Quanto si può ottenere
L'importo massimo dipende dal fatturato:
| Fatturato | Importo minimo | Importo massimo |
|---|---|---|
| fino a 500.000 € | 10.000 € | 50.000 € |
| da 500.000 a 1 milione € | 10.000 € | 100.000 € |
| da 1 a 2 milioni € | 10.000 € | 150.000 € |
| da 2 a 5 milioni € | 10.000 € | 200.000 € |
Il rimborso avviene con rate mensili a quote capitale costanti, addebitate con SEPA su un conto corrente business intestato all'impresa. Il finanziamento è concesso ed erogato direttamente da Puglia Sviluppo, senza passare da una banca, in due accrediti: uno per la quota di prestito e uno per la quota di sovvenzione. L'estinzione anticipata è ammessa senza oneri. Puglia Sviluppo può ridurre l'importo richiesto dopo l'istruttoria.
Cosa si finanzia
Il programma deve essere realizzato in provincia di Taranto. Almeno il 60% deve riguardare investimenti: macchinari, impianti, attrezzature e hardware nuovi di fabbrica; software, brevetti, licenze e know-how; opere murarie strettamente legate agli impianti, ma non oltre il 20% del totale. Fino al 40% può coprire il capitale circolante: ad esempio materie prime e scorte, affitti, utenze e altre spese di funzionamento.
Un punto da non sottovalutare: non sono finanziabili le spese sostenute prima della domanda. Chi ha già comprato il macchinario non può farselo rimborsare con questa misura.
La Regione indica come obiettivi efficienza energetica, energie rinnovabili, economia circolare, tecnologie verdi e la digitalizzazione di processi, prodotti, servizi e modelli organizzativi.
Quando il 25% non va restituito (e quando sì)
La sovvenzione del 25% viene mantenuta solo se si verificano tutte queste condizioni:
- il programma di investimento e spese è stato realizzato, e lo attesta un professionista abilitato esterno all'impresa;
- almeno il 10% del programma è coerente con innovazione, digitalizzazione, tecnologie verdi e sostenibilità ambientale;
- alla scadenza della 45ª rata l'impresa è in regola con i rimborsi. In quel caso le ultime 15 rate vengono abbuonate.
Se le condizioni non ci sono, l'impresa deve restituire l'intero finanziamento secondo il piano contrattuale. L'esempio fatto dall'assessore regionale allo Sviluppo economico: su 200.000 euro, la parte che può non essere rimborsata è di 50.000 euro.
Ci sono poi i casi più gravi. Puglia Sviluppo revoca l'agevolazione se mancano i requisiti, se ci sono dichiarazioni false, se il contratto non viene firmato, se si revoca il mandato di addebito SEPA o se si violano gravemente norme ambientali, contributive o di sicurezza; le somme vanno restituite con gli interessi di mora. Il contratto si risolve se non si pagano 6 rate consecutive o 12 rate in totale, o in caso di procedure concorsuali. E se non si restituisce il contratto firmato entro 15 giorni, la domanda si considera rinunciata.
Come funziona la domanda
La domanda si presenta solo online, con il modulo della piattaforma regionale, firmato digitalmente dal legale rappresentante. L'istruttoria di Puglia Sviluppo dura di norma 120 giorni e verifica anche il merito creditizio: non basta avere i requisiti, bisogna dimostrare di poter restituire le rate. Eventuali integrazioni vanno inviate entro 15 giorni dalla richiesta. Alla domanda vanno allegati, tra l'altro, i documenti d'identità di soci e amministratori, la dichiarazione sulla dimensione d'impresa, quella sui titolari effettivi, l'ultimo bilancio o la dichiarazione dei redditi e la Centrale Rischi dell'impresa scaricata dal portale della Banca d'Italia.
Cosa fare adesso
- Controlla i requisiti con il tuo commercialista: fatturato, regolarità contributiva, aiuti "de minimis" già ricevuti negli ultimi tre anni e polizza catastrofale.
- Scarica la Centrale Rischi dal sito della Banca d'Italia (con SPID, CIE o CNS): serve per la domanda e ti fa vedere come appari a chi valuta il merito creditizio.
- Non comprare prima della domanda: le spese precedenti non sono ammesse.
- Prepara un programma concreto con preventivi, rispettando le soglie: almeno 60% investimenti, massimo 40% circolante, opere murarie entro il 20%.
- Inserisci una quota di digitalizzazione o tecnologie verdi (almeno il 10%), che serve per non restituire il 25%: per esempio un software gestionale, la tracciabilità della produzione, l'efficienza energetica.
- Fai i conti sulle rate: su 60 mesi a tasso zero la rata è sostenibile solo se il flusso di cassa la regge. Se alla scadenza della 45ª rata non sei in regola con i pagamenti, perdi la sovvenzione e restituisci tutto.
- Muoviti presto: lo sportello è a ordine cronologico e chiude quando finiscono i fondi.
- Tieni tutto tracciato: pagamenti riconducibili al programma e documenti conservati per 5 anni dalla conclusione del programma, perché sono previsti controlli anche senza preavviso.
Il finanziamento è vantaggioso, ma chiede organizzazione: un piano di investimento definito, numeri affidabili e una gestione puntuale delle scadenze per cinque anni. Se vuoi capire quali processi della tua azienda conviene digitalizzare prima di investire, puoi partire da un audit gratuito con Singularity Labs.
Fonti
- Puglia Sviluppo, Avviso Finanziamento Taranto JTF 2021-2027 (determinazione DG n. 43 del 9 ottobre 2026), BURP n. 84 del 22 ottobre 2026 pugliasviluppo.eu
- Puglia Sviluppo, Puglia Moltiplica: attivo Finanziamento Taranto JTF (22 ottobre 2026) pugliasviluppo.eu
- Regione Puglia, comunicato stampa del 22 ottobre 2026 regione.puglia.it
- Regione Puglia, modulo di domanda Finanziamento Taranto JTF moduli.regione.puglia.it


