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Impiantisti artigiani, il limite può salire da 10 a 18 dipendenti: la dichiarazione INPS da fare

Dal 23 ottobre 2026 gli impiantisti artigiani con CSC 4.13.06, 4.13.07 e 4.13.08 che fatturano almeno il 51% su immobili già esistenti possono dichiararlo all'INPS e passare dal limite di 10 a quello di 18 dipendenti.

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Un impiantista in tuta e guanti lavora sui tubi in rame accanto a un quadro elettrico aperto, sul muro di mattoni di un vecchio edificio; vicino una cassetta degli attrezzi e un blocco di appunti
Immagine originale Singularity Labs

Dal 23 ottobre 2026 le imprese artigiane di installazione impianti inquadrate dall'INPS con i codici statistici contributivi (CSC) 4.13.06, 4.13.07 e 4.13.08 possono inviare all'INPS una dichiarazione di responsabilità online. Chi lavora soprattutto su edifici già esistenti, e non nella costruzione di edifici nuovi, ai fini del limite di dipendenti non è più trattato come impresa edile e passa al limite generale dell'artigianato: 18 dipendenti invece di 10. Lo ha comunicato l'INPS con il messaggio n. 3422 del 23 ottobre 2026, che segue il messaggio n. 3145 del 5 ottobre 2026.

Per un'impresa che sta crescendo è una differenza concreta: con il limite sbagliato si rischia di superare la soglia e perdere la qualifica artigiana.

Perché conta il limite di dipendenti

La legge-quadro sull'artigianato (legge 8 agosto 1985, n. 443), all'articolo 4, fissa quanti dipendenti può avere un'impresa artigiana. Come ricorda l'INPS nel messaggio 3145, superati quei limiti l'impresa perde la natura di impresa artigiana e va classificata nel settore Industria.

I due limiti in gioco sono questi:

  • Imprese di costruzioni edili (lettera e): massimo 10 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5; si può arrivare a 14 se i lavoratori aggiuntivi sono apprendisti. All'INPS corrisponde il codice di autorizzazione "5G".
  • Imprese che non lavorano in serie (lettera a): massimo 18 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 9; si può arrivare a 22 se le unità aggiuntive sono apprendisti. All'INPS corrisponde il codice "5C".

Con il messaggio 3145 l'INPS ha chiarito che alle imprese con codici statistici da 4.13.02 a 4.13.08 si applica, come regola, il limite dell'edilizia (codice 5G), perché l'Istituto considera edili anche le attività di completamento e rifinitura delle costruzioni. Però gli impiantisti dei codici 4.13.06, 4.13.07 e 4.13.08 che non installano impianti in via prevalente nella costruzione di edifici rientrano nel limite generale della lettera a).

La base, citata dall'INPS nel messaggio 3145, è la risposta a interpello n. 4 del 17 ottobre 2025 del Ministero del Lavoro: le imprese che svolgono prevalentemente un'attività diversa da quella edile devono chiedere il DURC di congruità per gli eventuali lavori edili in cantiere, ma non sono obbligate a iscriversi alla Cassa Edile. Non essendo obbligate, non sono soggette nemmeno al limite delle imprese artigiane edili.

Chi può fare la dichiarazione

Secondo il messaggio 3422, può rientrare nel limite della lettera a) l'impresa artigiana che svolge in prevalenza la propria attività impiantistica (riparazione, sostituzione, manutenzione o ristrutturazione) in immobili civili o industriali già esistenti. Per misurare la prevalenza l'INPS fissa una soglia precisa: il fatturato deve derivare almeno per il 51% da interventi di riparazione, sostituzione, manutenzione o adeguamento di impianti in immobili civili o industriali già esistenti.

Un dettaglio importante: la demolizione integrale e la successiva ricostruzione di un edificio non conta come intervento su "immobile già esistente". Quei lavori non vanno quindi nella quota del 51%.

Come funziona e da quando vale

La dichiarazione si invia dal Cassetto previdenziale del contribuente, sezione "Contatti", con lo Smart Task "Limiti impresa impiantistica artigiana", disponibile dal 23 ottobre 2026, come ricorda anche la notizia INPS del 26 ottobre.

Cosa succede dopo, secondo il messaggio 3145:

  • alla matricola aziendale viene attribuito il codice "4X", che dal 1° luglio 2026 significa "Impresa di installazione impianti che non esercita in via prevalente l'attività nell'ambito delle costruzioni edili";
  • il codice 4X permette l'attribuzione del codice "5C", cioè il limite di 18 dipendenti (fino a 22 con apprendisti);
  • per chi ha già una matricola con codice 5G, come data di decorrenza della variazione si indica il 1° luglio 2026, oppure la data successiva da cui la dichiarazione produce effetti.

Il 23 ottobre non è una scadenza ma la data di apertura: lo Smart Task si può usare in qualsiasi momento della vita aziendale, anche per aggiornare la dichiarazione se l'attività cambia. È il punto da non sottovalutare: se negli anni la quota di lavori su edifici nuovi cresce fino a diventare prevalente, la condizione dichiarata non è più vera.

Per le nuove iscrizioni, il questionario di iscrizione automatizzata per questi codici include già la dichiarazione, e firmandola si ottengono subito i codici 4X e 5C. Se l'inquadramento automatico viene rifiutato o l'iscrizione è fatta dalla sede INPS, i codici 4X e 5C arrivano subito solo se c'è la dichiarazione di responsabilità allegata al messaggio 3145; altrimenti l'impresa riceve il codice 5G e tocca al datore di lavoro inviare poi lo Smart Task, indicando come decorrenza la data di inizio attività o una successiva.

Attenzione alle imprese con più matricole

Il messaggio 3145 ricorda anche che, se la stessa impresa ha più matricole INPS per attività diverse, la qualifica artigiana può spettare solo alla matricola dell'attività svolta in modo personale e professionale dal titolare o dalla maggioranza dei soci. Le altre vanno classificate in Industria o Terziario. Per il calcolo del limite di dipendenti contano solo i lavoratori della matricola artigiana.

Se state pensando di assumere, ricordate anche che fino al 31 dicembre 2026 è attivo l'esonero contributivo per la stabilizzazione degli under 35.

Cosa fare adesso

  1. Controllate il codice statistico contributivo della vostra matricola nel Cassetto previdenziale (o chiedetelo al consulente del lavoro): la dichiarazione riguarda solo 4.13.06, 4.13.07 e 4.13.08.
  2. Ricostruite da dove viene il fatturato. Dividete i ricavi tra interventi su edifici esistenti (riparazione, sostituzione, manutenzione, adeguamento) e lavori su nuove costruzioni o demolizioni con ricostruzione. Serve almeno il 51% nella prima parte.
  3. Tenete le prove. È una dichiarazione di responsabilità: conviene avere fatture e commesse classificate in modo che la percentuale si possa dimostrare.
  4. Valutate la decorrenza con il consulente: 1° luglio 2026 o una data successiva, se la condizione si è verificata dopo.
  5. Inviate lo Smart Task "Limiti impresa impiantistica artigiana" dalla sezione "Contatti" del Cassetto previdenziale.
  6. Ricontrollate ogni anno la ripartizione del fatturato e aggiornate la dichiarazione se le cose cambiano.

Il punto 2 è quello dove molte piccole imprese si bloccano: se le commesse non sono registrate per tipo di intervento, ricostruire la percentuale a mano richiede giorni. Se invece ogni commessa riporta fin dall'inizio due informazioni in più, tipo di immobile e tipo di intervento, il dato è pronto in qualsiasi momento. Su come organizzarle trovate qualche spunto nella guida alla gestione di commesse, scadenze e documenti e in quella sui preventivi per impiantisti.

Se volete capire quanto tempo vi costa oggi ricostruire dati come questo, e come averli pronti senza fogli sparsi, potete partire dall'audit gratuito di Singularity Labs.

Fonti

  1. INPS, Messaggio n. 3422 del 23 ottobre 2026 inps.it
  2. INPS, Messaggio n. 3145 del 5 ottobre 2026 (PDF) inps.it
  3. INPS, Imprese artigiane impiantistiche: dichiarazione di responsabilità (26 ottobre 2026) inps.it
  4. Legge 8 agosto 1985, n. 443 (legge-quadro per l'artigianato), testo pubblicato dalla Camera di commercio di Bologna (PDF) bo.camcom.gov.it