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Assumi un lavoratore ex Ilva dal 1° novembre: esonero contributi per 2 anni e 20.000 euro dall'INPS

Dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027 chi assume a tempo indeterminato un dipendente di Acciaierie d'Italia o Ilva in amministrazione straordinaria ha l'esonero dei contributi fino a 8.000 euro l'anno per 24 mesi e un contributo INPS di 20.000 euro. In cambio, 48 mesi di vincolo.

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Un operaio in tuta blu e un imprenditore in camicia azzurra si stringono la mano sorridendo in un'officina meccanica con macchine utensili e pezzi in acciaio sui banchi
Immagine originale Singularity Labs

Dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027 i datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato un dipendente di Acciaierie d'Italia S.p.A. o di ILVA S.p.A., entrambe in amministrazione straordinaria, hanno due aiuti insieme: l'esonero totale dei contributi previdenziali a carico dell'azienda per un massimo di 24 mesi, fino a 8.000 euro l'anno, e un contributo di 20.000 euro per ogni lavoratore assunto. Lo prevede l'articolo 3 del decreto-legge 16 ottobre 2026, n. 185, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 241 e in vigore dal 17 ottobre, come ha ricordato anche l'INPS il 19 ottobre.

La norma non pone limiti territoriali: vale per un'azienda di Taranto come per una di qualsiasi altra regione. Ma le condizioni sono rigide, soprattutto sulla durata del rapporto, e vanno lette prima di firmare.

Cosa prevede l'incentivo

1. Esonero contributivo. Per ciascun lavoratore assunto l'azienda non versa i contributi previdenziali a suo carico per un massimo di 24 mesi. Il tetto è di 8.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile: oltre quella cifra i contributi si pagano normalmente. Restano dovuti i premi e i contributi INAIL. La pensione del lavoratore non ne risente: la legge lascia ferma l'aliquota con cui si calcolano le prestazioni.

2. Contributo di 20.000 euro. In aggiunta all'esonero, l'INPS riconosce 20.000 euro per ogni assunto. Il decreto lo riduce in proporzione per il part-time con orario non inferiore al 50% di quello normale; per orari più bassi bisognerà attendere le indicazioni dell'INPS. Viene pagato in due quote uguali, dopo 6 e dopo 24 mesi dall'assunzione, previa verifica che il rapporto sia ancora in corso.

Le condizioni da rispettare

Il decreto lega entrambi i benefici a tre condizioni:

  • Tenere il lavoratore almeno 48 mesi dalla data di assunzione. Attenzione: l'esonero dura al massimo 24 mesi, ma l'impegno a mantenere il rapporto è di quattro anni.
  • Nessun licenziamento economico nei sei mesi prima dell'assunzione: niente licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo né licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva.
  • Retribuzione minima: al lavoratore va pagato un trattamento economico non inferiore a quello complessivo determinato secondo l'articolo 7 del decreto-legge 62/2026, convertito dalla legge 112/2026 (quello che l'INPS chiama "salario giusto").

Restano ferme le regole generali sugli incentivi all'assunzione richiamate dal decreto: i principi dell'articolo 31 del decreto legislativo 150/2015 e l'articolo 1, comma 1175, della legge 296/2006, cioè regolarità contributiva (DURC) e rispetto dei contratti collettivi. Il testo dell'articolo 3 non chiede invece un incremento occupazionale netto.

Chi è escluso

  • Le imprese con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli di Acciaierie d'Italia o Ilva, o in rapporto di controllo o collegamento con esse (articolo 2359 del codice civile).
  • Chi acquisisce, a qualsiasi titolo e anche in affitto, gli stabilimenti o rami d'azienda delle due società, e le imprese controllate o collegate a questi soggetti.
  • I rapporti di apprendistato e di lavoro domestico.

Il beneficio inoltre non si somma ad altri esoneri o incentivi all'assunzione, come quelli per giovani, donne o ZES o l'esonero per la stabilizzazione degli under 35: per ogni lavoratore va scelto quello più conveniente.

Cosa fa perdere il contributo

Il contributo da 20.000 euro viene revocato e l'INPS recupera le somme già pagate se:

  • il rapporto si chiude prima dei 48 mesi per un licenziamento che non sia per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, oppure per risoluzione consensuale;
  • nei sei mesi successivi all'assunzione l'azienda licenzia per motivo oggettivo, o con licenziamento collettivo, un altro lavoratore con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva.

Le dimissioni del lavoratore non causano la revoca.

Risorse limitate e istruzioni ancora da arrivare

Le somme hanno un tetto di spesa. Per l'esonero sono previsti 0,13 milioni di euro nel 2026, 6,4 milioni nel 2027, 11,83 milioni nel 2028, 5,6 milioni nel 2029 e 0,03 milioni nel 2030; per il contributo 9 milioni nel 2027, 9 milioni nel 2028 e 12 milioni nel 2029. L'INPS controlla la spesa ogni mese e, quando il limite è raggiunto o sta per esserlo, non prende in considerazione altre domande.

Tre cose da tenere presenti:

  • l'INPS ha scritto che la sua operatività dipende da circolari ancora in corso di definizione: modalità di domanda e codici per il flusso UNIEMENS non sono ancora noti;
  • è un decreto-legge, che il Parlamento deve convertire in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione e che in quella sede può essere modificato;
  • per le assunzioni dal 1° dicembre 2026 il Ministero del Lavoro lega i benefici contributivi alla pubblicazione dell'offerta sul SIISL prima dell'assunzione: chiedi al consulente come si applicherà a questo esonero quando usciranno le istruzioni INPS.

Cosa fare adesso

  1. Verifica il fabbisogno reale. L'impegno è di 48 mesi: ha senso solo per una posizione che ti serve davvero nel lungo periodo, non per coprire un picco di lavoro.
  2. Controlla gli ultimi sei mesi. Se nella stessa unità produttiva hai fatto licenziamenti per motivo oggettivo o collettivi, il beneficio non spetta.
  3. Fai i conti con il consulente del lavoro. Confronta questo incentivo con gli altri a cui il candidato potrebbe dare diritto (non sono cumulabili) e verifica il trattamento economico minimo richiesto.
  4. Segui la circolare INPS. Le risorse sono limitate e monitorate ogni mese: la circolare indicherà come presentare la domanda.
  5. Metti in agenda le scadenze. Quota a 6 mesi, quota a 24 mesi, fine dell'esonero e fine del vincolo a 48 mesi: sono date da ricordare per anni, non solo al momento dell'assunzione.

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Il rischio più grande non è sbagliare la domanda, ma perdere di vista il vincolo dei quattro anni: una risoluzione consensuale fatta al terzo anno può costare la restituzione del contributo. Se scadenze, contratti e vincoli degli incentivi vivono in fogli sparsi, vale la pena metterli in un unico posto: puoi partire dall'audit gratuito di Singularity Labs, una prima analisi dei processi senza impegno.

Fonti

  1. Decreto-legge 16 ottobre 2026, n. 185, articolo 3 – Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16 ottobre 2026 (PDF) gazzettaufficiale.it
  2. INPS, Crisi industriali: nuove tutele e incentivi per le assunzioni (19 ottobre 2026) inps.it
  3. Senato e Camera, dossier sul D.L. n. 185/2026 (20 ottobre 2026, PDF) documenti.camera.it