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Calcolo interessi di mora: quanto ti deve chi paga le fatture in ritardo
Il tuo cliente paga in ritardo? Interessi e 40 € di risarcimento ti spettano per legge, senza bisogno di diffida. Ecco come si calcolano, con esempi.

Hai emesso la fattura, la scadenza è passata e il bonifico non arriva. Succede a tantissime PMI, e spesso l'imprenditore lascia correre per non rovinare il rapporto con il cliente. Però devi sapere una cosa: la legge ti riconosce interessi di mora e 40 € di risarcimento per ogni fattura pagata in ritardo, e scattano da soli, senza che tu debba mandare nessuna diffida.
Vediamo come si calcolano, con il tasso in vigore oggi ed esempi concreti.
Quando si applicano gli interessi di mora
Le regole sono quelle del D.Lgs. 231/2002, che vale per le transazioni commerciali: le vendite di beni e servizi tra imprese, e tra imprese e Pubblica Amministrazione.
- Sì, se il tuo cliente è un'impresa, un professionista o una PA.
- No, se il tuo cliente è un privato consumatore: in quel caso si applica il tasso legale ordinario, molto più basso.
- Regole diverse per i prodotti agricoli e alimentari, dove la legge prevede termini specifici e un tasso maggiorato di ulteriori 4 punti (D.Lgs. 198/2021).
Da quando partono
Gli interessi decorrono dal giorno successivo alla scadenza del pagamento, in automatico (art. 4 del D.Lgs. 231/2002). Non serve una lettera, non serve una PEC: il ritardo basta.
E se in fattura non c'è una scadenza? Allora il termine è di 30 giorni dal ricevimento della fattura. Tra imprese puoi concordare termini diversi, ma oltre i 60 giorni solo se pattuiti espressamente e non gravemente iniqui per chi deve incassare. Con la PA, di regola, il massimo è 30 giorni, che diventano 60 solo in casi particolari.
Il tasso: 10,40% fino al 31 dicembre 2026
Il tasso di mora è il tasso di riferimento della BCE, comunicato dal MEF ogni sei mesi in Gazzetta Ufficiale, più 8 punti percentuali (art. 5).
| Periodo | Tasso di riferimento | Tasso di mora |
|---|---|---|
| 1° gennaio - 30 giugno 2025 | 3,15% | 11,15% |
| 1° luglio - 31 dicembre 2025 | 2,15% | 10,15% |
| 1° gennaio - 30 giugno 2026 | 2,15% | 10,15% |
| 1° luglio - 31 dicembre 2026 | 2,40% | 10,40% |
Attenzione: il tasso vale per i giorni che cadono in quel semestre. Se il ritardo inizia a giugno e finisce a luglio, i giorni di giugno si calcolano al 10,15% e quelli di luglio al 10,40%.
La formula per il calcolo
Per ogni semestre toccato dal ritardo:
Interessi = importo × tasso di mora × giorni di ritardo ÷ 365
Poi sommi i risultati dei vari semestri. Si tratta di interesse semplice: gli interessi non producono altri interessi. I giorni si contano dal giorno dopo la scadenza fino al giorno del pagamento compreso.
Su quale importo? Su quello dovuto e non pagato, di solito il totale della fattura IVA compresa. Gli interessi di mora invece sono fuori campo IVA: non ci aggiungi l'IVA.
Due esempi pratici
Esempio 1: ritardo di 30 giorni
Fattura da 10.000 €, scadenza 31 marzo 2026, pagata il 30 aprile 2026.
- Giorni di ritardo: 30, tutti nel primo semestre 2026
- Calcolo: 10.000 × 10,15% × 30 ÷ 365 = 83,42 €
- Più 40 € di risarcimento forfettario
Esempio 2: ritardo a cavallo di due semestri
Fattura da 5.000 €, scadenza 15 giugno 2026, pagata il 15 luglio 2026.
- 15 giorni a giugno al 10,15%: 20,86 €
- 15 giorni a luglio al 10,40%: 21,37 €
- Totale interessi: 42,23 €, più 40 € di risarcimento
I 40 € che quasi nessuno chiede
Oltre agli interessi, l'art. 6 del D.Lgs. 231/2002 ti riconosce 40 € a titolo di risarcimento per i costi di recupero, anche questi senza bisogno di messa in mora. La Corte di Giustizia UE (causa C-585/20) ha chiarito che spettano per ogni fattura pagata in ritardo. Se hai dieci fatture pagate tardi dallo stesso cliente, sono 400 €. E se dimostri costi di recupero maggiori, per esempio l'assistenza di un legale, puoi chiedere anche quelli.
Come chiederli al cliente
Il passo giusto è una lettera di messa in mora, meglio via PEC, con:
- numero e data della fattura, importo e scadenza
- il calcolo degli interessi maturati e i 40 € di risarcimento
- il totale da pagare e un termine, per esempio 15 giorni
- l'IBAN per il bonifico
Non devi per forza mandarla a ogni ritardo: puoi usarla come leva quando un cliente diventa un pagatore abituale in ritardo, o per mettere sul tavolo numeri precisi in una trattativa.
Per fare il conto in un minuto, con il tasso giusto per ogni semestre e la lettera già compilata, puoi usare il nostro calcolatore degli interessi di mora.
Il vero problema: accorgersene in tempo
Gli interessi di mora sono un tuo diritto, ma recuperarli non risolve la causa. Se scopri i ritardi solo quando la cassa è in sofferenza, vuol dire che manca un controllo quotidiano su scadenze e incassi: chi deve pagare, quando, quanto è già scaduto.
È proprio quello che vediamo in tante PMI senza gestionale, con le fatture su un foglio Excel e i solleciti affidati alla memoria. Mettere ordine in questi numeri è il primo passo per incassare prima e per avere sempre chiaro quanto può spendere l'azienda.
Il calcolo segue il D.Lgs. 231/2002 e i tassi comunicati dal MEF. Se il contratto prevede un tasso o termini diversi, o se il caso è complesso, confrontati con il tuo commercialista o con un avvocato.
Fonti
- D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231 (testo vigente, artt. 4, 5 e 6) normattiva.it
- Gazzetta Ufficiale n. 163 del 16 luglio 2026 e n. 15 del 20 gennaio 2026, comunicati MEF sul saggio degli interessi per i ritardati pagamenti nelle transazioni commerciali gazzettaufficiale.it
- Corte di Giustizia UE, causa C-585/20 (importo forfettario di 40 € per ogni transazione) curia.europa.eu


