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Le scadenze fiscali della tua azienda vivono solo nella testa del commercialista?

F24, Intrastat, LIPE e dichiarazioni non possono vivere solo nella testa del commercialista. Ecco cosa tenere in azienda, cosa lasciare al consulente e un calendario minimo per ottobre-novembre 2026.

Di Andrea Mario Romano · Pubblicato il · Lettura: 6 min

Calendario bianco con pagine a spirale appoggiato su un tessuto chiaro
Foto di Kyrie Kim su Unsplash

Chiedi a tre persone della tua azienda: «Quando scade il prossimo F24?». Se le risposte sono «lo sa il commercialista», «c'è su Excel di Maria» e «boh», non hai un calendario scadenze. Hai una scommessa.

Le scadenze fiscali azienda non sono un dettaglio da lasciare al caso. Sono date che muovono soldi, documenti e responsabilità. Quando vivono solo nella testa di qualcuno, o in un foglio che nessuno aggiorna, i buchi non li vedi in gennaio: li vedi il giorno dopo la scadenza, con sanzioni e corse al ravvedimento operoso.

Ottobre e novembre 2026 sono un buon stress test. F24 il 16/10, Intrastat il 26/10, dichiarazioni e concordato il 2/11, LIPE del terzo trimestre il 30/11. Se in questi giorni ti accorgi di qualcosa solo perché ti chiama il consulente, il problema non è il fisco: è dove tieni le informazioni.

Il problema non è il commercialista. È che tu non vedi niente

Il commercialista fa il suo mestiere: liquida, trasmette, ti manda l'F24. Non gestisce la tua azienda al posto tuo.

Il rischio nasce quando tu non hai una visione condivisa di cosa scade, chi deve preparare i dati e quando i soldi devono essere sul conto. Succede soprattutto in tre modi:

  • le date stanno solo nell'agenda (o nella testa) del consulente;
  • qualcuno in amministrazione aggiorna un Excel personale, e se manca lui manca tutto;
  • le scadenze di commessa, i rinnovi e i pagamenti clienti vivono in un altro posto rispetto a IVA e ritenute.

Risultato tipico: il 15 ottobre scopri che manca un pezzo per l'F24 del giorno dopo. Oppure la LIPE del secondo trimestre, scaduta il 30 settembre, la ricordi solo quando arriva un sollecito.

Se ti riconosci, non sei solo. Molte PMI lavorano così finché l'azienda è piccola. Poi crescono le persone, le fatture e le scadenze, e il sistema a memoria non tiene più. È lo stesso segnale che trovi quando Excel non basta più.

Cosa tenere in azienda e cosa lasciare al consulente

Non devi diventare un commercialista. Devi sapere cosa scade, chi prepara cosa e se i soldi ci sono. Ecco una ripartizione pratica.

In azienda (tuo minimo non negoziabile)

  • Elenco delle scadenze ricorrenti che ti riguardano: F24 mensili/trimestrali, LIPE, Intrastat (se sei obbligato), UniEmens, rate imposte, F24 IMU/TARI se le gestisci tu.
  • Calendario condiviso (anche un foglio unico, purché uno solo) con data, adempimento, responsabile interno e stato (da preparare / inviato al consulente / pagato).
  • Dati operativi in tempo: fatture emesse e ricevute, DDT, note spese, cedolini, estratti conto. Senza questi, il consulente inventa o ritarda.
  • Liquidità prevista 5–7 giorni prima di ogni F24: quanto esce e da quale conto.
  • Scadenze non fiscali ma critiche: consegne, collaudi, polizze, visite mediche, scadenze clienti/fornitori. Se le tieni separate dal fisco, almeno sappi dove sono.

Al commercialista (o consulente del lavoro)

  • Calcolo e predisposizione degli F24 e delle liquidazioni IVA.
  • Trasmissione LIPE, Intrastat, dichiarazioni (Redditi, IRAP, 770) e adesioni (es. concordato preventivo biennale).
  • Interpretazione normativa e scelta tra opzioni (rate, ravvedimento, credit d'imposta).
  • Relazione con Agenzia delle Entrate / INPS quando serve.

La zona grigia da chiudere per iscritto

Chiedi esplicitamente al consulente: «Chi mi avvisa tre giorni prima? Mi mandi l'elenco delle scadenze del mese entro il giorno 5?». Se la risposta è vaga, mettila tu in azienda. Non è una mancanza di fiducia: è controllo.

Un'azienda metalmeccanica del brindisino che è passata dalle commesse su carta a strumenti digitali per seguire lavorazioni, documenti e scadenze ha risolto proprio questo: le date non sparivano più tra ufficio, reparto e commercialista, perché c'era un posto unico dove guardarle.

Calendario minimo: ottobre e inizio novembre 2026

Non è lo scadenzario completo dell'Agenzia delle Entrate. È il nucleo che un titolare di PMI dovrebbe vedere sulla propria scrivania (o su uno schermo condiviso), senza dover chiamare nessuno.

DataCosa scade (nucleo PMI)Chi prepara i datiChi esegue
15/10/2026Fatture differite di settembreAmministrazione / tuTu (o chi emette)
16/10/2026F24: IVA settembre (mensili), ritenute, contributi INPS, rate imposteAmministrazione + consulenteConsulente predispone; tu paghi
26/10/2026Elenchi Intrastat (settembre mensili / 3° trimestre)Chi gestisce acquisti/vendite UEConsulente trasmette
02/11/2026Redditi, IRAP, 770; adesione CPB 2026-2027 (slittamento da 31/10)Tu fornisci documenti; consulente elaboraConsulente trasmette
16/11/2026F24 di novembre (IVA ottobre o 3° trimestre, contributi, rate)Come sopraCome sopra
30/11/2026LIPE 3° trimestre 2026; secondo acconto imposteDati IVA già liquidatiConsulente trasmette / tu versi

Fonti: scadenzario ufficiale dell'Agenzia delle Entrate per i versamenti del 16 ottobre; per Intrastat e dichiarazioni del 2 novembre i calendari tecnici 2026 convergono sullo stesso schema (25/10 di domenica → 26/10; 31/10 di sabato + 1/11 festivo → 2/11).

Se hai saltato un F24 o una LIPE, non improvvisare: calcola prima quanto ti costa regolarizzare con il calcolatore del ravvedimento operoso.

Come costruire il tuo scadenzario in mezza giornata

Non serve un progetto da sei mesi. Serve un elenco vero e un responsible chiaro.

  1. Elenca le scadenze degli ultimi 12 mesi dalle email del commercialista e dagli F24 pagati. Quello è il tuo nucleo ricorrente.
  2. Mettilo in un solo posto: foglio condiviso, calendario di gruppo o, meglio, il punto in cui già tieni commesse, documenti e date. Vietato avere tre versioni.
  3. Per ogni riga: data, descrizione, importo stimato (anche grezzo), responsabile interno, consulente di riferimento, stato.
  4. Aggiungi un alert a −7 e −2 giorni. Se l'alert arriva solo al commercialista, a te non serve.
  5. Una volta al mese, 30 minuti con amministrazione (e, se serve, col consulente): cosa è scaduto, cosa manca, cosa arriva nel mese dopo.

Quando l'elenco cresce e gli alert li deve vedere più di una persona, Excel inizia a fare acqua: è il momento in cui un gestionale (o uno scadenzario strutturato) smette di essere un vezzo e diventa l'unico modo per non rincorrere le date.

Cosa fare domani mattina

  • Apri le ultime tre email del commercialista e copia in un foglio unico le scadenze citate (F24, LIPE, Intrastat, dichiarazioni).
  • Aggiungi le tre date di ottobre-novembre 2026 della tabella sopra, anche se «le sa già lui».
  • Scrivi accanto a ciascuna: chi in azienda deve avere i dati pronti due giorni prima.
  • Controlla il saldo del conto da cui parti l'F24 del 16 ottobre.
  • Chiedi al consulente, per iscritto, l'elenco delle scadenze di novembre entro il 20 ottobre.

Se non riesci a rispondere in cinque minuti a «cosa scade questa settimana e chi se ne occupa», non hai un problema di fisco. Hai un problema di organizzazione. E si sistema prima che lo scopra un sollecito.

Fonti

  1. Agenzia delle Entrate, Scadenzario: adempimenti del 16 ottobre 2026 (imprenditori) www1.agenziaentrate.gov.it
  2. Agenzia delle Entrate, Scadenzario: scadenze di ottobre 2026 (imprenditori) www1.agenziaentrate.gov.it
  3. Agenzia delle Entrate, F24 IVA periodica: come e quando si versa agenziaentrate.gov.it